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Giocare divertirsi - 13257

Prendetevi cinque minuti e con noi di PokerListings imparerete facilmente tutti i segreti di questa mossa e come utilizzarla al meglio. In poche parole, nell'isolation play occorre puntare o rilanciare, invece di limitarsi a chiamare pre-flop, per poter limitare il numero di avversari da affrontare dopo il flop. L'abilità di riuscire a vincere dei piatti senza chiudere per forza una mano forte si basa in gran parte sulla capacità di evitare piatti multi-way. Più giocatori rimangono nel piatto, più è probabile che qualcuno di loro centri una mano e non sia disposto a foldare. Infatti i giocatori che non sono in grado di poter rilanciare vengono fatti fuori e di fatti il gioco rimane in mano di coloro che sono in grado di proseguire. Naturalmente affinché la mossa abbia il giusto effetto si deve saper isolare nel modo corretto. Dato che ci sono diversi motivi per utilizzare l'isolation play, è molto importante capire la situazione, conoscere l'avversario e sapere perché state cercando di isolarlo.

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A discapito di quanto si possa badare la risposta di Nathan sorprende tutti. I giocatori più vincenti nel paesaggio del poker odierno effettivamente bluffano notevole poco nelle loro partite. In collettivo il poker televisivo, per ragioni di spettacolo, tende ad accrescere la comprensione che i meno esperti hanno di questo concetto. I molteplici bluff spettacolari negli show televisivi portano a immaginare che i giocatori più forti bluffino spesso. Vediamo quindi come affrontare il discorso sui bluff e quali sono gli errori più comuni che si commettono quando si tratta di fingere. Quando hai bisogno realmente di bluffare? Nathan Williams è conosciuto come il giocatore più vincente ai microstakes e a tal proposito ha spiegato come nei micro bluffare è spesso dannoso. Ha ammesso che lui tende a bluffare veramente di rado e il motivo è molto semplice: ai microstakes i giocatori amano chiamare spesso. Una cbet non è un bluff.

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