Forlì promotore gioca e perde al casinò 9 milioni dei clienti

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Il direttore della struttura, che ormai ti conosce da diverso tempo, ha accettato di farti credito, concedendoti delle fiches per continuare a fare le tue puntate. In garanzia ha chiesto degli assegni postdatati. Ma cosa ti possono davvero fare? Sul punto si è pronunciato il Tribunale di Aosta in una recente sentenza [1] che, invero, ripercorre un orientamento già calcato da altri tribunali.

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Nove milioni e mila euro che ha "bruciato", oltre che in una abitazione da gioco, in viaggi, auto di lusso e bella vita. A marzo l'uomo si era presentato in lacrime in caserma, confessando tutto. L'uomo, natale dell'Aretino ma residente nel Forlivese, aveva ingannato i clienti producendo la allegato attestante gli investimenti, falsificando i loghi di note società finanziarie, che inviava per posta ai clienti. Tradito dai sensi di colpa, aveva poi allargato ai finanzieri di non voler più tornare a casa, per paura e vergogna, chiedendo di poter restare in caserma prima di commettere un cenno estremo. Quindi aveva cominciato a esporre a cosa l'aveva portato la sua irrefrenabile spinta per il gioco d'azzardo. La moglie, del tutto ignara della patologia dell'uomo, era stata informata all'istante dall'uomo con una telefonata fatta alla presenza dei finanzieri. Sono 70 le persone truffate, tra cui imprenditori, notai, commercialisti, avvocati e gente comune. Con i casi più eclatanti, quello di una pensionata di 71 anni dell'Aretino, il cui cui marito era ceto docente proprio del promoter ai tempi delle scuole superiori, e che negli anni aveva affidato al promotore approssimativamente mila euro. Rovinati anche i parenti - Ma la febbre del divertimento ha distrutto anche i familiari più stretti: il cognato ha visto dileguare nel nulla mila euro che gli aveva affidato per investirli a appellativo delle figlie, nipoti del professionista.

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